Dottrina

L’intricata vicenda dei derivati acquistati dal comune di milano

di: Giovanni Tartaglia Polcini

Sommario: 1. La decisione della Corte di Appello di Milano - 2. La decisione del Tribunale penale di Milano - 3. Il rilievo della decisione dei giudici di Milano sotto il profilo della responsabilità degli Enti

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Contratti bancari pendenti nel concordato preventivo

di: Donato Carbone e Rosa Corciulo

1- Premessa. La nozione di pendenza contrattuale. 2- Lo scioglimento dei contratti di anticipazione bancaria. 2.1- Segue. Problemi applicativi e soluzioni interpretative.

1- Premessa. La nozione di pendenza contrattuale.

La miniriforma estiva della legge fallimentare di cui al d.l. 27 giugno 2015 n. 83 (conv. nella l. 6 agosto 2015 n. 132) è intervenuta, tra l’altro, sul tema dei contratti pendenti nel concordato preventivo, apportando significative modifiche all’art.169-bis l.f., di disciplina della facoltà del debitore concordatario di chiedere lo scioglimento ovvero la sospensione dei contratti in corso di esecuzione al momento di avvio della procedura.

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Le novità della riforma estiva (d.l. n. 83/2015, convertito nella l. n. 132/2015) in tema di finanza interinale

di: Donato Carbone e Rosa Corciulo

1- I finanziamenti alle imprese in crisi: aspetti generali e premialità della disciplina. 1.2- I finanziamenti urgenti.
La tematica relativa al finanziamento alle imprese in crisi rappresenta uno degli argomenti maggiormente attenzionati da parte degli studi fallimentaristici degli ultimi anni, sulla scorta della duplice constatazione, da un lato, che, a fronte di uno stato di crisi e nelle more del perfezionamento delle misure di superamento della stessa, l’impresa ha una vitale necessità di nuova provvista finanziaria, utile ad evitare le deleterie ripercussioni in termini di perdita di valore di un eventuale blocco del ciclo produttivo; altrettanto pacifica è la riluttanza dei potenziali finanziatori (soci, banche ovvero creditori interessati) a colmare il deficit di liquidità di un’impresa che versi in difficoltà tali da metterne in dubbio la capacità di rimborso.
Nel descritto quadro fattuale trovano collocazione gli ultimi interventi del legislatore volti ad incentivare ed ampliare le possibilità di accesso al credito da parte dell’impresa in stato di crisi, al fine di favorire il buon esito dei tentativi di ristrutturazione. Molteplici sono i profili dell’innovazione normativa meritevoli di approfondimento, in quanto suscettibili di apportare un significativo e tangibile cambio di rotta nel settore della finanza interinale.
Qui di seguito saranno analizzate le linee direttrici della riforma e la nuova categoria dei finanziamenti “urgenti”. Gli ulteriori aspetti dell’innovazione normativa relativi al mantenimento delle linee di credito autoliquidanti e alla tutela dei finanziamenti saranno oggetto di un secondo contributo.
[...]

Contributo già pubblicato in Diritto24 (GRUPPO24ORE) - sezione "Avvocato d'affari" e sulla rivista "IlFallimentarista" (Giuffré).

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La Cassazione dà via libera ai processi per usura contro i banchieri

di: Gianni Frescura

Finora sono state decine le pronunce di GIP e GUP che in questi anni hanno archiviato le denunce di usura dei clienti contro le banche perché, a loro avviso, considerato che i responsabili dei tassi e degli oneri a carico dei clienti nelle banche seguivano le “Istruzioni della Banca d’Italia” sul calcolo del TEG dei finanziamenti e nonostante le persone offese o le procure, con perizie più o meno accurate, dimostrassero che c’era stato un supero del tasso soglia, mancava in ogni caso l’elemento psicologico del reato (il dolo) e pertanto sia i banchieri che i bancari non potevano essere colpevoli di questo odioso reato. La Cassazione, in merito alle denunce di usura bancaria, con la sentenza 8 / 23 ottobre 2015 n. 42764 che, in questo campo, si può definire rivoluzionaria, ha però precisato che il GUP non può assolvere gli imputati per “mancanza del dolo”, perché esprimerebbe così un giudizio prognostico sull’innocenza dell’imputato, non di sua competenza. Il GUP, per la suprema Corte quando gli elementi acquisiti in sede istruttoria risultino insufficienti o contradditori, deve emettere il non luogo a procedere solo se i predetti elementi risultino comunque inidonei a sostenere l’accusa; ai sensi dell’ art. 425 comma 3 c.p.p. il GUP “deve valutare solo sotto il profilo processuale … non potendo procedere a valutazioni di merito del materiale probatorio … essendogli inibito il proscioglimento in tutti i casi in cui le fonti di prova si prestino a soluzioni alternative aperte o comunque ad essere diversamente valutate”. La sentenza della seconda sezione della Cassazione (pres. Esposito, rel. Gallo) accoglie il ricorso di un imprenditore avverso la sentenza del 23 dicembre 2014 del GUP del Tribunale di Brescia, il quale nell’udienza preliminare, dichiarava il non luogo a procedere, perché “il fatto non costituisce reato” (per mancanza del dolo) nei confronti del direttore di filiale di una banca, pur essendo stato accertato in sede di indagini preliminari che in un trimestre del 2011 il supero del tasso soglia dell’usura del fido in conto corrente a causa dell’addebito, oltre che della cms, anche della commissione di disponibilità.

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